Il Festival

La nuova denominazione assunta dal festival Arkeostoriae, ora diventato

STORIÆ, archeologia e narrazioni, intende sottolineare meglio la natura della manifestazione, che è quella di farsi spazio di incrocio e di compresenza fra diversi punti di osservazione, specialità, metodologie, approcci di lettura, di pratiche e di sperimentazioni.

Le adesioni e i consensi espressi dal mondo accademico, dagli enti culturali e di ricerca, dagli studiosi e dagli operatori culturali hanno contribuito a indirizzare la manifestazione verso una offerta tematica che affianca, all’alta divulgazione nei settori della storiografia, dell’archeologia, dell’antropologia e delle scienze dei beni culturali e artistici, programmi di alta formazione, didattici e promozionali. 

Unitamente alla missione del Festival (avvicinare il più ampio e variegato pubblico ai temi della Storia, della ricerca archeologica, antropologica, alle molteplici storie e narrazioni che ne derivano),  vi è anche un altro obiettivo prioritario: presentare l’isola d’Ischia come luogo di incontro di un dialogo, composito e multidisciplinare sulla Storia, spaziando sui tempi, sulle diversità culturali, sugli approcci e sulle metodologie di una ricerca che risponde anche a esigenze divulgative adatte a quel pubblico che, sin dalle prime edizioni del festival, ha mostrato il suo vivo interesse nei confronti di affascinanti e coinvolgenti proposte culturali.

L’attenzione all’isola d’Ischia è focale nella programmazione del festival, e non solo in quanto luogo di svolgimento della manifestazione.

Quale isola di un arcipelago ampio e ideale, essa è territorio simbolico e polivalente per quella “grande Storia” che è sempre “passata per le piccole isole”, come ha scritto Fernand Braudel, trasformando quei luoghi lontani in territori significativamente “vicini” e centrali. Metafora di una diversità spaziale, temporale e culturale, l’isola è dunque un tema dominante del Festival, votato all’esplorazione delle molte e diverse Storiæ che vedono protagonisti gli individui e le società.

Il festival, promosso dal Ceic Istituto di studi storici e antropologici, accoglie le collaborazioni di enti ed associazioni particolarmente attive nella salvaguardia e nella promozione del territorio isolano.

Il Festival 2021

La grande storia delle piccole isole

Presentare la storia in maniera multi-disciplinare, incrociandola economia, letteratura, arti visive, arti performative senza mai rinunciare a una sensibile attenzione nei confronti delle specificità del territorio: questi orientamenti hanno ispirato il programma di attività della edizione 2021 che avrà come asse tematico l’insularità, la grande storia delle piccole isole, parafrasando Fernand Braudel.

La metafora dell’isola, territorio circondato da un mare che diventa connettivo ad altre realtà geo-antropiche, allude alla presenza storica assunta da questi spazi ed alla loro capacità di creare relazioni, dialoghi, incontri di civiltà. Incontri, lezioni magistrali e conferenze tenute da ricercatori, esperti e studiosi cadenzeranno i tempi del festival caratterizzati anche da laboratori, seminari ed esperienze di living history (giornate di archeologia sperimentale comprendente anche seminari di enogastronomia storica,  eventi con gruppi di studio archeologico. Un parte significativa della manifestazione viene dedicata alla scoperta del patrimonio culturale e ambientale dell’isola d’Ischia con visite ad opera di guide turistiche professionali presso musei, siti e monumenti di particolare interesse storico-culturale, raccolte private, giardini botanici, laboratori artigianali attivi nei comuni delle isole di Ischia e Procida. Vanno segnalati anche i percorsi esplorativi sottomarini, effettuati con un apposito batiscafo.

Naturalmente il festival potrà essere seguito sui canali social, in streaming e nelle dirette webinar.

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